PALLACANESTRO SENIGALLIA


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STORIA

SOCIETA'

PALLACANESTRO SENIGALLIA
Venti anni di vero sport!!

La Pallacanestro Senigallia esiste da quando si chiamava “palla al cesto”. Sono passati, poi, parecchi anni senza alcuna traccia di attività cestistica a Senigallia, fin verso la fine degli anni ’60. L’anno sportivo 1969/70 dovrebbe infatti essere l’anno di affiliazione alla Federazione Italiana Pallacanestro della prima società sportiva senigalliese, l’U.S. ACLI, che aveva al tempo una forte squadra di pallavolo maschile ed una squadra maschile di basket partecipante al Campionato di 1° Divisione, la categoria più bassa. I risultati non erano certo esaltanti ma si respirava l’aria del pionierismo che permetteva di passare sopra alle mille difficoltà che si incontravano ogni giorno. Tra i giocatori simbolo di quella squadra si ricordano Alberto Marinelli , Lorenzo Piccinini, Salvatore Veltre, Mauro Marcellini e i fratelli Claudio e Luciano Paoletti. L’attività ufficiale della Pallacanestro Senigallia si sviluppò poi in seno alla Winchester Basket, che nel suo primo anno di vita partecipò al campionato CSI per cadetti, dove le squadre iscritte erano soltanto due, Senigallia e Jesi. Persa la prima partita, una serie ininterrotta di sconfitte caratterizzò i primi due anni dell’attività. Il problema principale da risolvere per l’U.S. ACLI era quello di reperire ogni domenica almeno cinque giocatori che andassero in trasferta, mentre la notizia positiva sul piano tecnico arrivava dalla presenza del primo “lungo” della pallacanestro senigalliese, Maurizio Alessandroni. Entrambe le società si resero conto che non riuscivano ad andare avanti, impossibilitate a reperire fondi per pagare le tasse gara e costrette a fare tutte le sere supplemento di allenamento per pulire la palestra. Così nel 1973 ci fu, accompagnata da una trattativa molto lunga, la fatidica fusione delle due società.

SCENARI DI EPICHE BATTAGLIE

La culla di tutto il movimento era il campo all’aperto che sorgeva al circolo A.C.L.I. di via Cavallotti, là dove oggi è stato edificato l’ampliamento del bocciodromo al coperto. Alla fine degli anni ’60 era l’unico posto dove era possibile giocare a pallacanestro senza bisogno di permessi: bastava un pallone e un po’ di voglia di giocare. Naturalmente la dotazione del campo era minima; c’erano i canestri e i tabelloni, per quanto riguarda invece le righe sul terreno, bisognava armarsi di pazienza, pennelli e vernice bianca e si disegnavano delle righe un po’ tremolanti, sufficienti per l’omologazione del campo. Quanto al livello di gioco… non era certamente il massimo. Già nei primi anni ’70 però, il destino del campo era segnato: si cominciava già a parlare dell’ampliamento del bocciodromo coperto esistente . Tanto più che nel frattempo, solo ad un centinaio di metri di distanza, era stato asfaltato un altro campo di un vecchio oratorio. Il trasferimento fu immediato: l’asfalto era molto più liscio, e questo fu un guadagno. Questo campo, Santa Croce, fu per alcuni anni il fulcro dell’attività, soprattutto del settore giovanile. In conclusione non si può dimenticare, il ruolo fondamentale che ha avuto il vecchio palazzetto dello sport di via Campo Boario, terminato negli anni ’70. In più di vent’anni la situazione degli impianti sportivi a Senigallia è cambiata, con la costruzione del Palazzetto dello sport di Via Capanna, attuale palestra della Pallacanestro Senigallia.

GLORIA E PROMOZIONI

Il database riprende ad aggiornarsi dalla stagione 1980/81, direttamente dalla promozione maturata soprattutto grazie alla disponibilità del nuovo Palazzetto dello sport di Via Capanna, promozione che ci consente di essere riammessi a quel campionato da cui eravamo retrocessi nei primi anni della nostra storia. Ci furono altre novità di grande rilievo per la squadra, a partire dal primo sponsor che avrebbe accompagnato la Società sino alla promozione in serie C, passando per l’innesto importante di un nuovo allenatore e due giocatori (rispettivamente Fiscaletti, Silvestri e Balzelli), sino ad arrivare all’acquisto del cartellino di un giocatore del Fabriano Basket, Alberto Oliveti, che aveva già iniziato la propria attività professionale nella nostra Società. Nel corso degli anni i risultati furono eccellenti perché contro ogni pronostico si conquistò la serie C. Negli anni 1988/89 la società si pose come obbiettivo dichiarato la promozione in serie B2 e le condizioni in effetti c’erano tutte. Conquistata la B2, negli anni 1990/91 si tentò il nuovo salto di categoria in B1, ma il sesto posto non soddisfò nessuno e dopo sette anni il presidente Rossi “abdicò” appannaggio di Claudio Moroni, praticamente da sempre nell’ambiente della Pallacanestro Senigallia. Nel 1992/93 arrivò da Ancona Paolo Regini che dimostrò di poter portare la Pallacanestro Senigalliese ad alti livelli e insieme a lui arrivarono altri giovani come Marco Paialunga. Gli anni seguenti, sino ai giorni nostri, si caratterizzarono per un susseguirsi di alti e bassi, ma il bilancio resta largamente positivo, se è vero che finora sono state senza dubbio più le domeniche in cui ci siamo divertiti che quelle dove la squadra non ci è piaciuta o è uscita sconfitta dal palazzetto. Speriamo che questa voglia di giocare con il cuore, caratteristica tutta senigalliese, si mantenga anche negli anni futuri.

DAL 1997 AD OGGI

Nella stagione 1997/1998 parte la scalata che nel giro di 7 anni porterà la società bianco rossa ai vertici del basket dilettantistico nazionale . Dopo la retrocessione dell’anno precedente, che aveva portato la squadra ai più bassi livelli degli ultimi anni costringendo a ripartire dalla serie D dopo anni di serie C, i senigalliesi, allenati per il primo anno da Francesco Clementi, dominano il campionato con gli stessi giocatori che erano retrocessi l’anno precedente.
I vari Granarelli, Gazzetti, Cicconi Massi, i fratelli Ciarloni, Bartoli e Mosca vincono il campionato perdendo appena 2 partite a promozione ottenuta.

Nel 1998/99 al primo anno di serie C2 la squadra, sempre allenata da Clementi, sfiora i play-off arrivando quarta a pari merito con Fermignano, ma rimanendo esclusa per gli scontri diretti sfavorevoli. In quella stagione a Senigallia arrivò come giocatore Matteo Minelli (giocatore con un passato importante di serie A e con uno scudetto vinto a Pesaro, sua città natale, con la Scovolini), colui che in 6 anni avrebbe lasciato un segno indelebile nella storia della Pallacanestro Senigallia. Nello stesso anno l’altra grossa novità fu quella dello sponsor principale con Barzetti che sostituì NPS.
La stagione 1999/2000 restituì alla Società del Presidente Moroni quello che le era stato tolto nell’anno precedente: raggiunti i play-off come quarta squadra classificata grazie anche a Siepi che dopo un anno restituì con la maglia bianco rossa lo “sgarro” dell’anno precedente, prima della semifinale si infortunò Minelli e la doppia sfida con il Montecchio vide i nostri ragazzi soccombere in due gare. Una grossa novità riguardò la Società, in quanto lo staff dirigenziale prese in gestione l’impianto di gioco di via Capanna, gestione che continua a tutt’oggi.
Il terzo anno di C2, nel 2000/01, la società diede una spinta verso l’alto alle proprie ambizioni, ad iniziare dall’allenatore. Da Pesaro arrivò Umberto Badioli, coach con trascorsi nella Scavolini (con le giovanili prima come assistente in serie A1 poi); con lui arrivarono sempre da Pesaro Eros Battistoni, Andrea Riciputi e l’indimenticabile Rudy Terenzi, infine si assunse anche un preparatore atletico a tempo pieno come Alessandro Frezza. La squadra dopo un girone di andata concluso al secondo posto a 10 punti dal Fabriano, sfoderò un girone di ritorno stratosferico che portò, al termine della stagione regolare, i senigalliesi al primo posto grazie alla differenza canestri nello scontro diretto con i ragazzi della città della carta. Nei play-off, dopo una semifinale dominata con Pedaso, la squadra di coach Badioli fece vivere ai suoi tifosi una serie di tre partite non adatta ai deboli di cuore. Gara 1 a Senigallia, con il palasport per la prima volta pieno come non mai, vide i fabrianesi vincere con un allungo nel finale e portarsi 1 a 0 nella serie. In gara 2 a Fabriano era pronta la festa della squadra di Leo Sonaglia, ma una Barzetti determinata a non finire così una stagione indimenticabile dominò la prima parte della partita per poi essere costretta al supplementare. Ultimi 5 minuti con il trio Battistoni, Minelli e Siepi che dominarono e rimandarono tutto a gara 3 nuovamente a Senigallia. La sfida decisiva inizio con i locali che raggiunsero anche i 20 punti di vantaggio, ma come spesso accade nei play-off la partita venne decisa negli ultimi istanti, con la squadra di Fabriano che sbagliò per ben due volte il tiro dell’over time.
Il primo anno di C1 ricalcò molto la stagione precedente, con i senigalliesi sempre ad inseguire il P.S.Elpidio e con il piazzamento al secondo posto al termine della stagione regolare. Ma in quella stagione le promozioni in B2 erano 2 per la riforma dei campionati. La squadra, rinforzata dal ritorno del senigalliese Marco Paialunga (che aveva portato sia Jesi che Osimo dalla C1 alla B1), da Roberto Terenzi (giocatore con tanti anni di serie A in principalmente a Rimini) che aveva sostituito il fratello, Mirco Pierantoni proveniente dalle giovanili della Scavolini e dal “Bomber” Alessandro Rinolfi, disputò la semifinale con Riccione soffrendo molto più del previsto e superando il turno in 3 gare con le due partite casalinghe vinte entrambe nei minuti finali. La finale, (anche in questo caso serie terminata dopo gara 3) con Cesena, fu meno sofferta ma ugualmente impegnativa con gara 2 a Cesena persa malamente e le due in casa sofferte per tre quarti di partita, prima del trionfo finale che consentì per la prima volta nella storia alla Società biancorossa di salire in serie B2.
Nella stagione 2002/2003 la società ancora una volta si impegnò per allestire una squadra competitiva per la categoria, Cristian Corsini sostituì Rinolfi nel ruolo di realizzatore principe della squadra, Danilo Del Cadia (ex serie A con Pavia, Avellino, Fabriano, Pesaro) prese il posto di Terenzi e diventò subito l’idolo dei tifosi anche per il suo carattere istrionico e per il modo di vivere le partite, Andrea Nobili venne preso per dare man forte ai vari realizzatori della squadra e non deluse con le sue alte percentuali, ma la ciliegina sulla torna fu Matteo Panichi che pochi anni prima vinse addirittura l’Eurolega con la Virus Bologna di Ettore Messina e di Sasha Danilovic, ma mai pensava di arrivare alla finale per la promozione in B1. Dopo aver eliminato agevolmente Forlì ai quarti di finale per 2 a 0, la Barzetti soffrì molto di più con Cividale del Friuli che riuscì a prolungare la serie a gara 3. A contendere la vittoria finale ai senigalliesi fu la Falco Spar Pesaro: si giocarono due partite entusiasmanti con la squadra senigalliese che iniziò, in entrambe le partite, l’ultimo minuto avanti nel punteggio per poi essere beffata in entrambi i finali, con i pesaresi che festeggiarono a Senigallia la promozione in serie B2. Ma di quella finale è bello ricordare il pubblico di gara 1 a Pesaro nel vecchio impianto di via dei Partigiani, con le tribune piene grazie anche alla folta rappresentanza dei tifosi senigalliesi.
I dirigenti biancorossi ci avevano preso gusto e nell’estate successiva allestirono ancora una volta una squadra di altissimo livello, che raggiunse il primo posto al termine della fase regolare. Poche novità ma fondamentali per salire ancora in classifica: il giovane Ferri arrivò dalla Scavolini come cambio di spessore di Paialunga e Amedeo Filippetti sostituì Nobili portando meno punti ma più versatilità nel gioco. La fase finale vide i ragazzi di coach Badioli eliminare facilmente al primo turno per 2 a 0 la Virus Pesaro e in semifinale il Fossombrone per 2 a 1 con tantissima sofferenza e una vittoria in gara 3 arrivata solamente nei minuti finali. La Finale con Fidenza si aprì con una vittoria casalinga e con una sconfitta in gara due determinata principalmente dall’immediato infortunio di capitan Paialunga, infortui che lo avrebbe costretto a saltare anche le successive parte. Gara tre iniziò nel peggiore dei modi con la squadra ospite che presto trovò un vantaggio che riuscì a mantenenere fino ai secondi finali, dove i biancorossi fallirono il canestro del sorpasso. Ma in quella stagione ci fu la possibilità di uno spareggio con la seconda classificata dell’altro girone, il Casalpusterlengo di un giovanissimo Danilo Gallinari, che di lì a qualche anno sarebbe volato in NBA. Il risultato purtroppo fu negativo come nella finale con Fidenza, per la delusione degli oltre 700 tifosi giunti fino a Consandolo (FE) a sostenere i ragazzi del presidente Moroni.
Nell’estate 2004 giunse dalla FIP la notizia del ripescaggio in B1: la Società, dopo qualche giorno di attenta riflessione, accettò, permettendo a Senigallia di raggiungere un altro traguardo storico, impensabile appena 7 anni prima. La squadra venne praticamente rivoluzionata a partire dal coach, con Badioli (trasferitoris in Ucraina) che lasciò la panchina a Galetti. Della stagione precedente rimasero Corsini, Paialunga, Panichi e Pierantoni. Arrivarono Barantani da Castelletto Ticino, Berlati da Trapani appena promosso in A2, Benevelli da Fossombrone, Gurini dalla Scavolini, Pazzi da Civitanova e Macchniz, anch’egli dalla Scavolini. Cambiò anche lo sponsor, con la Goldengas che sostituì lo storico marchio “Barzetti”. La squadra, dopo una partenza in sordina, emerse dal fondo ottenendo prestigiose vittorie a Soresina e Casale Monferrato (successivamente promosse in serie A2), per terminare la stagione regolare al decimo posto, a causa anche di alcune partite perse nel finale. Nei play-out la pratica-salvezza si risolse con la doppia vittoria con Fidenza, ritrovata di fronte ad appena un anno dalla finale persa. In quella stagione per la prima volta la società ritirò per defiitivamente il numero 14 appartenuto a Matteo Minelli, forse il giocatore che ha lasciato il ricordo più forte indelebile tra tutti quelli che hanno vestito il biancorosso.
Nella stagione 2005/2006 altro cambio di panchina, con l’arrivo di Piero Bianchi, storico avversario alla guida di Porto Sant’Elpidio. La squadra venne leggermente ritoccata con l’arrivo di Bartoccetti da Fossombrone, Berdini , Andrea Cinciarini dalle giovanili della Scavolini e Raschi da Siena. Dopo 2 partite si infortunò raschi che stava viaggiando ad una media realizzativa spaventosa: la squadra si disunì subito, subendo una serie interminabile di sconfitte, che al termine del girone di andata la portò in fondo alla classifica. Nel mercato venne operato il primo, storico per questa Società, cambio in corsa di un giocatore, con il taglio di Berdini e il ritorno di Macchniz dalla Scavolini. Durante quella stagione la Goldengas giocò proprio contro la Scovolini, fallita in estate ripartita dalla B1 con il nome di Scavolini Spar; nella doppia sfida giocammo contro giocatori del calibro di Carlton MyersPieri, Morri… Nel girone di ritorno le cose cambiarono e la squadra raggiunse una buona posizione nei play-out, che le permise di salvarsi al primo turno con la doppia vittoria contro Riva del Garda dell’ex Galetti.
La stagione 2006/2007 segnò la riforma dei campionati con un numero maggiore di retrocessioni per ridurre gli organici dei gironi e la Goldengas, ancora allenata da Bianchi, retrocesse nonostante il quart’ultimo posto finale, ma con il play-out in trasferta a differenza degli anni precedenti (quando la quart’ultima posizione garantiva la “bella” in casa). Ai play-out, dopo un campionato sofferto, i senigalliesi persero contro Ozzano con un netto 2 a 0. La squadra era stata rivoluzionata con 10 nuovi arrivi, si formò un gruppo con molto entusiasmo ma poca esperienza, composto da Marcello Filattiera, Riccardo Casagrande, Riccardo Bazzoli, Fabrizio Mariani, Matteo Raminelli, Bojan Radovanovic, Gabriele Maggio, Nicola Catalani, Andrea Grosso, Paolo Graziani.
Per il ritorno in B2 si decise di ripartire con il giovane Simone Simoncioni alla guida dalla panchina ed ovviamente con una nuova rivoluzione nel roster, scandita dagli arrivi di Pierpaolo Bigi, Enrico Martinelli, Andrea Maggiotto, Andrea Romagnoli, Nicola Catalani, Michele Candelaresi, Riccardo Esposito, Marco Gnaccarini ed il ritorno, con i galloni del capitano, di Mirco Pierantoni. Dopo un discreto girone di andata ci fu un calo nel girone di ritorno, che fece chiudere all’ottavo posto la fase regolare. I biancorossi furono dunque costretti ad incontrare la capolista Jesolo, che avrebbe poi guadagnato la promozione in B1: la serie terminò 2 a 1 per i veneti con la squadra senigalliese che lottò fino in fondo per non essere eliminata.
Il 2008/2009 fu la stagione del ritorno sulla panchina senigalliese, dopo 14 anni, di Paolo Regini. Confermati Gnaccarini e Pierantoni, arrivarono Penserini Giovanni, Bigi Pierpaolo, Kosanovic Borko, Esposito Massimo Riccardo, Maggiotto Andrea, Lilliu Antonello, Polonara Valerio. La squadra, grazie ad un buon girone di ritorno, raggiunse la 5° posizione che le permise di affrontare ai play-offs il derby con Recanati: la serie terminò a gara tre, con tanto rammarico per gli infortuni patiti nella serie che condizionarono l’esito finale.
Il 2009/2010 si rivelò la stagione della svolta, un’annata in cui la squadra, partita per un campionato tranquillo ed inserita in un raggruppamento di ferro, seppe realizzare una delle più belle imprese sportive che lo sport senigalliese ricordi. Via Bigi, Maggiotto, Lilliu e Polonara, il roster biancorosso presentò ai nastri di partenza a disposizione del cofermatissimo Paolo Regini i volti nuovi di Elia Monticelli, Alessandro Amici e dei rientranti Sergio Maddaloni ed Amedeo Filippetti.
Dopo un girone di andata ben oltre le aspettative, in quello di ritorno la Goldengas riuscì a fare addirittura di meglio, terminando al secondo posto assoluto dopo la fase a orologio. Con la condizione ed il morale a mille, i “ragazzi” affrontarono da rullo compressore i play-off, spazzando via con un doppio 2-0 la resistenza di Fossombrone prima e Padova poi. Guadagnato l’accesso alla semifinale dello spareggio nazionale, la banda Regini riuscì a ripetersi, sconfiggendo tra le mura amiche i Knights Legnano, per ripetersi pochi giorni dopo nella città lombarda, in un match indimenticabile, nel quale seppero risorgere dal -21 e chiudere incredibilmente la serie a loro favore davanti ad un centinaio di supporters senigalliesi festanti. Di fatto in quel pomeriggio legnanese i biancorossi avevano messo l’ipoteca sulla promozione in serie A dilettanti, che sarebbe arrivata in estate grazie al ripescaggio, dopo la finale persa 2-0 contro l’armata Copra Piacenza.
Il resto è storia di questi giorni, con nuovi volti, la ribalta della terza categoria nazionale di basket ritrovata ed un entusiasmo immutato. Malgrado una bizzarra formula, che prevede la retrocessione in B dilettanti di metà (dicasi metà!!!) delle squadre partecipanti (8 delle 16 complessive), la Goldengas proverà a realizzare l’ennesima missione impossibile. Per farlo ripartirà da una vecchia conoscenza quale Bicio Facenda, che dopo mille battaglie contro i colori biancorossi, finalmente indosserà quei colori per difenderli. Ma ripartià pure da Nicola Catalani, altro prodotto del vivaio tornato alla “casa madre”, da Davide Perini e dal giovane Lorenzo Giommi. Ed ovviamente dal timoniere Paolo Regini.
Ma ripartirà per la prima giornata (scherzo del destino…) anche da Ozzano, proprio dal parquet dove quattro stagioni fa terminò l’avventura in B1, in un campionato segnato anche allora dalle tante, troppe retrocessioni (ben 4 su 16!).
Insomma, Senigallia si è ripresa un posto nell’Olimpo e sarà pronta a difenderlo con le unghie e con i denti nel rinnovato fortino del PalaPanzini. Il viaggio è appena cominciato…

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